01/01/08

Thyssenkrupp

Buon anno a tutti!

Stamattina ho appreso la notizia che la città di Torino ha “festeggiato” un capodanno in silenzio e senza particolari spettacolari, in memoria dei sei operai morti nel rogo della Thyssen, fatto ormai noto nelle cronache dell’appena concluso 2007. La cosa mi ha stupito in parte e mi ha fatto gonfiare il cuore dall’altra. E’ stato bello vedere tutta la città solidale con i propri concittadini.

Dispiace per la tragedia delle acciaierie torinesi, penso soprattutto ai famigliari immaginando gli ultimi momenti che possono aver passato assieme ,prima che si consumasse il dramma.

Ogni mattina mi alzo dal letto e mi preparo, sono il primo perché comincio presto, così capita spesso di partire che tutti in casa ancora dormono, è un momento particolare.

Mi vesto con le luci spente , con fare furtivo, per non disturbare mia moglie e mio figlio, non voglio interrompere i loro sogni. Prima di andarmene gli do un ultima occhiata, è una gioia vederli riposare, mi fisso quell’immagine eppoi parto per il tragitto col furgone.

La mia azienda ha investito parecchio in sicurezza, mi ha insegnato a riconoscere il pericolo, ma nonostante tutto non basta.

Ho avuto un paio di episodi dove ho rischiato parecchio, sono state esperienze drammatiche. Scampato il pericolo,la prima cosa che facevo, era ringraziare Dio, dopo chiamavo a casa dicendo a mia moglie che gli volevo bene.

Alla sera, mettendo piede dentro casa, so di avere svolto bene il mio lavoro, perché ho tenuto fede alla mia prima regola, ovvero , ritornare a casa la sera.

Anche loro, gli operai deceduti, molto probabilmente , compivano i loro rituali mattutini più o meno come faccio io adesso. Anche loro sicuramente si sentivano appagati nel tornare a casa la sera. Tutta l’Italia è rimasta solidale con le famiglie delle vittime, molto probabilmente perché si trattava di persone come noi, gente semplice che tira avanti per arrivare a fine mese con decoro.

Dispiace invece, vedere l’indifferenza di alcuni rappresentanti delle nostre istituzioni in special modo del nostro Presidente della Repubblica.

Carlo Azeglio Ciampi ,accoglieva il ritorno in patria dei feretri ,dei soldati morti in Iraq, raggiungendo la salma con camminata sostenuta e imponendo le mani sulla bara per un istante. Cerimonia solenne a mio avviso, che toccava al cuore.

Il nostro attuale Presidente Giorgio Napolitano invece, preferisce andarsene alla Scala di Milano per assistere alla “prima”, invece di fare visita alle vittime del rogo della Thyssen. Non c’è dubbio, c’è una netta differenza sul come sono state trattate le due cose, eppure dove sta la differenza tra un soldato che non difende la propria patria, da un popolo che non è nemmeno ostile ed un operaio morto in una fabbrica, che rappresenta una risorsa per il paese?

Cinicamente parlando è semplice, mentre il soldato, per le nostre tasche, è un costo, per nostri rappresentanti istituzionali risulta essere invece una risorsa per i giochetti di potere.

Al contrario l’operaio viene sfruttato con turni di lavoro prolungati, salari miseri ,contratti già scaduti che si rinnovano a fatica e deve tirare avanti una carretta sempre più pesante che risponde al nome di “Azienda Italia”.

Ma quello che la nostra classe politica dimentica , o meglio prova a far dimenticare , è che parte del loro stipendio e di altre persone che lavorano per lo stato, parte dei servizi che l’Italia gode oggi, parte delle strutture pubbliche, viene e vengono pagati o pagate anche con i contributi di chi, come gli operai deceduti alla Thyssen,lasciano allo stato ogni mese sotto forma di trattenute dallo stipendio.

Buon Anno Signor Presidente.

0 commenti: